“ECCELLENZE D’IMPRESA” AL SALONE DEL RISPARMIO

Risparmio privato: un vantaggio competitivo per le PMI

Crescita, trasparenza e migliori risultati di business, questi i vantaggi
a cui le PMI italiane possono puntare con la quotazione sul mercato
attraverso i nuovi strumenti di gestione del risparmio privato.

Quotarsi o non quotarsi? Questo è il dilemma. Un vero dilemma che, al pari dell’originale shakespeariano, ha significato essere oppure non essere (abbastanza o in toto) per molte imprese italiane. Un tema storico, e al contempo attuale, che è stato affrontato nella sede del Salone del Risparmio durante la conferenza “La leva del risparmio privato come vantaggio competitivo per le PMI” organizzata da GEA – Consulenti di Direzione, Harvard Business Review Italia e Arca Fondi SGR. Quello del 10 aprile 2018 è stato il primo degli appuntamenti previsti nel programma di “Eccellenze d’Impresa” (www.eccellenzedimpresa.com) – iniziativa nata dalla partnership delle tre società. Alla tavola rotonda moderata da Enrico Sassoon, Direttore Responsabile di Harvard Business Review Italia, hanno preso parte Giorgio Basile, Presidente di Isagro, Ugo Loser, Amministratore Delegato di Arca Fondi SGR e Andrea Baldani, Investor Relations Manager di IMA.

Arca Fondi SGR, tra le principali società di gestione del risparmio in Italia, ha deciso di dare un segnale forte e tangibile proponendo soluzioni che aiutino le imprese ad avere accesso al mercato. Come sottolineato da Ugo Loser nel suo intervento, le aziende che sono sul mercato azionario sono più profittevoli, più capaci di cogliere le opportunità e più attente alle dinamiche competitive. É giunta l’ora di scardinare le false credenze e le prese di posizione di alcuni imprenditori che per paura di perdere il controllo della propria azienda le hanno tarpato le ali, ostacolando l’accesso a risorse aggiuntive, fondamentali per la crescita.

salone del risparmio

Esistono oggi nuovi strumenti che convogliano il risparmio privato verso le PMI, consentendo all’imprenditore di superare i limiti connessi alla concentrazione di tutte le decisioni e di tutti i processi nelle proprie mani. L’obiettivo a cui devono puntare le aziende, di qualsiasi dimensione, è quello di essere solide, equilibrate e attrattive sotto il profilo finanziario. In questo modo, anche le più piccole ed eccellenti fabbriche del “made in Italy”, potranno crescere e raggiungere risultati migliori. Molti sono stati fermati dalla convinzione che quotarsi comportasse dei costi talmente elevati da dover ricorrere necessariamente al debito bancario. Oggi, strumenti come i PIR permettono di raccogliere ingenti capitali provenienti da privati (nel primo anno di funzionamento circa 11 miliardi) che possono sostenere l’attività di imprese italiane. Alcuni imprenditori ne hanno colto il valore e al momento circa 50 aziende sono in lista d’attesa per la quotazione in Borsa. Questo dato è indice del fatto che i proprietari delle imprese iniziano a percepire l’essere quotati come un vantaggio competitivo per la propria attività. L’accesso al capitale consente di intraprendere progetti più profittevoli e a più lungo termine, condividendone il rischio con il mercato. La governance del mercato garantisce maggior trasparenza e accountability. L’essere sul mercato impone alle imprese una gestione più professionale e un’attenzione costante a diverse tematiche tra cui il controllo dei budget e la comunicazione, canale fondamentale per l’affermazione del brand.

Nella sua testimonianza Andrea Baldani ha raccontato l’esperienza di IMA, leader mondiale nella progettazione e produzione di macchine automatiche e unica società quotata del suo segmento. Nel ’95 l’azienda ha scelto l’apertura al mercato con l’obiettivo di crescere e creare un’organizzazione più trasparente e più pronta ad affrontare le sfide. IMA ha raggiunto i risultati sperati in termini di crescita (avvenuta sia in modo organico che per acquisizioni) e performance di business (fatturato e profitti). La comunicazione e la gestione dell’azienda è più aperta e trasparente nei confronti del mercato. Come affermato da Baldani, maggiori sono le dimensioni dell’azienda più è semplice ammortizzare i costi di gestione, delle procedure e della reportistica richiesta alle aziende quotate. Inoltre, la presenza di consiglieri indipendenti garantisce un’attenzione maggiore alla comunicazione. Per IMA, essere più trasparenti è una qualità che ha giocato a favore dell’impresa. Molte aziende che operano nello stesso settore di IMA con risultati eccellenti, non sono interessate a quotarsi in Borsa perché non ne vedono le potenzialità di crescita, preferiscono gestire il loro business in modo tradizionale e restare nell’area di confort che si sono ritagliati. Nel caso di IMA la quotazione è stata un modo per vincere diverse sfide: crescita, internazionalizzazione e industrializzazione.

Giorgio Basile ha precisato che tra i vari vantaggi della quotazione c’è anche la maggior attrattività dell’azienda nei confronti del mercato del lavoro e la maggior retention dei talenti. La scelta di non quotarsi per molti imprenditori è una questione di un limite culturale in parte legato “mito” della contendibilità. Essere contendibili non è più un obbligo per andare in Borsa e per essere “degni” di quotazione. La continuità imprenditoriale è un valore enorme ma per crescere e competere sul mercato occorrono risorse. La quotazione rappresenta un vantaggio e non occorre una dimensione enorme per potervi accedere.
Giorgio Basile per attrarre capitali e favorire la crescita di Isagro – azienda operante nel settore degli agrofarmaci – ha ideato le azioni di sviluppo. L’azienda, nata del 1993, è stata quotata nel 2003 e negli anni successivi ha favorito dei benefici effetti della vendita delle azioni di sviluppo tra cui aumento dell’equity e delle risorse per finanziare progetti di business. Le azioni di sviluppo, per ora un’esperienza legata solo alla stessa Isagro, non danno il diritto di voto a chi le possiede ma, qualora il soggetto che detiene il controllo dell’azienda lo perdesse, si trasformerebbero automaticamente in azioni ordinarie con diritto di voto.

Per fare il salto di qualità in termini di crescita, internazionalizzazione e trasparenza, le aziende italiane devono cambiare paradigma. Gli imprenditori, come i risparmiatori, devono superare la diffidenza nei confronti del mondo della finanza e iniziare a vederlo come un alleato, un partner che può sostenere l’azienda nella raccolta di fondi per lo sviluppo del business e di tutto il sistema-Paese.

A cura della Redazione di Harvard Business Review

2018-04-12T08:49:20+00:00